Dazi e tariffe commerciali

Dazi

Dazi e tariffe commerciali

Un tema che ha certamente assunto un ruolo centrale, nel dibattito politico ed economico contemporaneo, sono i dazi e le tariffe commerciali.

 

Cosa sono i dazi e le tariffe commerciali?

I dazi e le tariffe commerciali sono fondamentalmente delle imposte applicate sui beni importati o esportati da un paese. In termini semplici, sono tasse che aumentano il costo dei prodotti che attraversano i confini nazionali. L’obiettivo principale di queste misure è proteggere le industrie nazionali dalla concorrenza estera, aumentare le entrate del governo e/o influenzare le politiche commerciali di altri paesi.

https://www.ilsole24ore.com/art/i-dazi-cosa-sono-come-funzionano-e-perche-ci-danneggiano-AGgGrSJD

 

Proviamo a chiarire meglio con alcuni esempi concreti

  • Dazi sull’acciaio: un paese potrebbe imporre un dazio del 25% sull’acciaio importato, rendendo l’acciaio straniero più costoso rispetto a quello prodotto internamente. Questo proteggerebbe i produttori di acciaio nazionali, ma al contempo aumenterebbe anche i costi per le industrie che utilizzano l’acciaio, come il settore automobilistico e l’edilizia.
  • Dazi sui prodotti agricoli: un paese potrebbe applicare dazi sui prodotti agricoli importati, come il mais o il grano, per sostenere i propri agricoltori. Questo può portare a prezzi più elevati per i consumatori, ma garantirebbe un reddito stabile per gli agricoltori nazionali.

 

 

 

fabbrica smartphone

 

Inoltre, i dazi imposti su prodotti particolarmente complessi mostrano una difficile ricostruzione di chi siano in fondo i beneficiari e chi i danneggiati, partecipando ormai diversi attori internazionali alla catena di valore frammentata di una produzione.

Prendiamo ad esempio gli smartphone ed immaginiamo un moderno smartphone, prodotto da un’azienda statunitense. Questo smartphone, apparentemente “made in USA”, è in realtà il risultato di una complessa catena di approvvigionamento globale:

  • Componenti:
    • I microchip provengono da Taiwan o dalla Corea del Sud.
    • Lo schermo è prodotto in Giappone o in Cina.
    • La batteria è fabbricata in Cina.
    • L’assemblaggio finale avviene in Vietnam o in Messico.
  • Software:
    • Il sistema operativo è sviluppato negli Stati Uniti.
    • Alcune app sono create in India.

 

Ora, supponiamo che gli Stati Uniti impongano un dazio del 20% su tutti i componenti elettronici importati dalla Cina.

Quali sarebbero gli effetti?

  • Aumento dei costi di produzione: Il costo dei microchip, degli schermi e delle batterie aumenterebbe del 20%, facendo lievitare il costo complessivo di produzione dello smartphone.
  • Impatto sui consumatori: L’azienda produttrice potrebbe trasferire l’aumento dei costi sui consumatori, facendo aumentare il prezzo finale dello smartphone.

 

  • Effetti a cascata:
    • L’aumento dei prezzi potrebbe ridurre la domanda di smartphone, danneggiando le vendite dell’azienda statunitense.
    • I fornitori di componenti in altri paesi, come Taiwan e Corea del Sud, potrebbero risentire della riduzione della domanda.
    • Anche i lavoratori impiegati nell’assemblaggio finale in Vietnam o in Messico potrebbero subire conseguenze.

 

  • Complessità della valutazione:
    • È difficile calcolare l’impatto preciso del dazio, poiché coinvolge molteplici paesi, aziende e lavoratori.
    • L’azienda produttrice potrebbe cercare di mitigare l’impatto del dazio, ad esempio cambiando fornitori o trasferendo parte della produzione in altri paesi.
    • la competizione con altre aziende produttrici di smartphone, che magari hanno catene di produzione differenti, potrebbe variare di molto a seconda di come queste ultime sono colpite dai dazi.

Nell’era della globalizzazione, i dazi possano quindi avere effetti complessi e imprevedibili, che vanno ben oltre il semplice aumento del prezzo dei beni importati. La frammentazione della produzione a livello globale rende estremamente difficile isolare l’impatto di un dazio su un singolo prodotto o settore, poiché le ripercussioni si estendono a catena attraverso diverse economie e attori.

 

 

 

Excursus storico sull’utilizzo dei dazi

I dazi sono stati utilizzati fin dall’antichità come strumento di politica economica. Nell’antica Roma, ad esempio, venivano imposti dazi sulle merci importate per finanziare le spese pubbliche. Nel Medioevo, le città-stato italiane utilizzavano i dazi per proteggere le proprie industrie manifatturiere.

Nel corso della storia, i dazi sono stati utilizzati in diverse occasioni:

  • Mercantilismo (XVI-XVIII secolo): In questo periodo, i paesi europei adottarono politiche mercantilistiche, che prevedevano l’imposizione di alti dazi per proteggere le industrie nazionali e accumulare ricchezza.
  • Protezionismo (XIX-XX secolo): Nel XIX e all’inizio del XX secolo, molti paesi adottarono politiche protezionistiche, aumentando i dazi per proteggere le proprie industrie dalla concorrenza estera. Questo periodo è stato caratterizzato da guerre commerciali e tensioni internazionali.
  • Accordi commerciali (XX-XXI secolo): Dopo la Seconda Guerra Mondiale, si è assistito a una progressiva riduzione dei dazi grazie ad accordi commerciali internazionali, come il General Agreement on Tariffs and Trade (GATT) e l’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC). Questo ha favorito la globalizzazione e la crescita del commercio internazionale.
  • Recente ritorno dei dazi: Negli ultimi anni, i dazi sono tornati ad essere utilizzati come strumento di politica economica, soprattutto da parte di paesi come gli Stati Uniti e la Cina. Questo ha portato a nuove tensioni commerciali e preoccupazioni per il futuro del commercio internazionale.

 

Dazi, conflitti e globalizzazione

La storia dimostra che periodi di forti tensioni commerciali e protezionismo sono spesso associati a conflitti internazionali. Le guerre commerciali possono inasprire le relazioni tra i paesi e portare a escalation di tensioni.

Al contrario, la globalizzazione e la cooperazione commerciale hanno contribuito a promuovere la pace e la prosperità. L’interdipendenza economica tra i paesi rende meno probabile il ricorso alla guerra, poiché i conflitti danneggerebbero gli interessi economici di tutte le parti coinvolte.